Pierluigi Collina non conosceva le regole del calcio. Avete capito bene, non stiamo scherzando. Come facciamo a saperlo? Il più elementare dei sillogismi.

Facciamo un passo indietro, torniamo alla moviola di Napoli – Juventus di inizio gennaio. Luca Toni esordisce con la maglia bianconera e segna il momentaneo 1-1 dopo il vantaggio dei partenopei firmato da Cavani. L’arbitro Morganti (lo stesso del mani di Bovo) annulla. Dopo sarà notte fonda con il Napoli di Mazzarri che passeggia sulle macerie della Juve.

Nessuna particolare recriminazione, sono cose che succedono, ma a Delneri le cose piace dirle con chiarezza:

Quel goal era regolare e se ce l’avessero dato sarebbe finita diversamente.

Anche quando Pistocchi, l’illustre moviolista Mediaset, era tornato sull’argomento il tecnico bianconero era stato perentorio:

Non offendetemi e non venite a dirmi che non capisco di calcio, il goal di Toni era regolare! Nessuna interpretazione, la verità, io conosco il regolamento.

Ognuno, per carità, è libero di avere le sue opinioni, ma a tornare sul tema è proprio l’ex miglior arbitro (magari non migliore designatore, ma è un altro discorso) Pierluigi Collina che al Corriere dello Sport dichiara: “L’intervento di Toni su De Sanctis era fallo, chi sostiene il contrario non conosce le regole“.

Insomma, la carica al portiere di Toni (che salta sul posto, non vede arrivare De Sanctis e colpisce di testa indisturbato) è indiscutibile per chi “conosce le regole“.

Peccato che i tifosi bianconeri non riescano a dimenticare una gara che che Collina arbitrò nel 2002. Inter – Juventus 1-1 con pareggio di Toldo/Vieri al 94′. In quel caso a colpire Buffon in uscita furono addirittura in 4, tutti giocatori nerazzurri, con il collega di Gigi pronto a deviare in rete mentre il portiere bianconero è letteralmente sotterrato dai corpi degli impavidi “onesti”.

Se il gol di Toni è da annullare pena il “non conoscere il regolamento” evidentemente anche il miglior arbitro del mondo quando arbitrava (la Juve) doveva avere qualche difficoltà nel ricordarselo.

Il video qui sotto (con la sfrenata esultanza dell’Onesto Scarpini) vale più di mille parole.